Spot Apple, storytelling di successo o flop?

26 lug
Martina Oliva


Spot Apple, storytelling di successo o flop?

Di grandi brand che per i loro spot sfruttano la tecnica dello storytelling nel tentativo primario di rendere ancor più interessante ciò che pubblicizzano attirando l’attenzione degli spettatori e cercando di suscitare in loro delle emozioni ce ne sono parecchi. Alcuni riescono perfettamente nell’intento, altri meno. Apple rientra a pieno titolo nel primo gruppo o almeno questo è quanto risultava sino a qualche tempo fa.

Apple, infatti, ha sempre cercato di creare pubblicità in grado di suscitare una qualche sorta di emozione (positiva) nello spettatore, di creare una storia influenzante a livello sociale e di fare in modo che il pubblico possa riconoscersi in ciò che sta guardando… in una sola parola di fare storytelling.

Negli ultimi tempi, però, la situazione sembra essere cambiata nel probabile tentativo di dare del filo da torcere all’acerrima nemica Samsung che ha influenzato il mercato azionario della mela morsicata.

Gli ultimi spot firmati Cupertino sembrano essere andati in controtendenza rispetto a quanto proposto agli spettatori in passato.

La società di consulenza Ace Metrix, che si occupa di analizzare l’efficacia della pubblicità sul piccolo schermo, riporta infatti che la campagna promozionale lanciata da Apple a giugno dell’anno corrente, Designed by Apple in California, ha ottenuto il peggior punteggio di tutta la storia degli spot pubblicitari di Cupertino. Con la sua nuova campagna pubblicitaria Apple ha infatti totalizzato un punteggio pari a 489 contro 700 ed anche rispetto al settore, che totalizza 542 punti, Cupertino sembra aver fatto peggio.

Spot Apple, storytelling di successo o flop?

Punteggi a parte, Edward Boches, professore della Boston University esperto della comunicazione media, ritiene invece che la nuova campagna pubblicitaria Apple non giovi all’azienda a causa dei toni vanitosi ed autoindulgenti di cui Cupertino non ha mai avuto bisogno.

Anche Ken Segall, uno dei più importanti creativi della storica agenzia partner di Apple, qualche tempo espresse il suo parere a riguardo sottolineando che qualcosa era effettivamente cambiato e che la superiorità del marketing della mela morsicata era stata messa in discussione.

Al momento, comunque, non è ancora chiaro quanto effettivamente valga per Apple il decremento ottenuto in punti. È però un dato di fatto quello che Cupertino ha sempre, o quasi, tenuto in seria considerazione l’opinione dei suoi clienti e quello che l’azienda si sta ritrovando a dover attraversare l’era post Steve Jobs.